martedì 6 marzo 2018

Nelle varie chiacchiere post giornata di lavoro con le amiche/colleghe, una loro frase mi ha illuminato!

"Ogni settimana dedico a me stessa un paio d'ore per rilassarmi. Un paio d'ore tutte per me. E faccio le maschere per il viso!"

Minchia, ma ha ragione - ho pensato - ! Devo anche io dedicare a me stessa qualche ora a settimana di puro relax per ricaricare le energie! Quindi, dopo un giorno di lavoro da dimenticare e l'appuntamento dal dentista che ha maggiormente appesantito questa già pessima giornata, sono andata da Tigotà.

Ora, io sto all'estetica come Hannibal Lecter sta ai broccoli: due mondi completamente opposti! Io da Tigotà ci vado per comprare la carta igienica, l'ammorbidente e lo shampoo, quindi il reparto oltre il tornello per me è sempre stato solo una via di passaggio verso la cassa. Ma oggi no. Oggi ci sono rimasta un ora persa davanti allo scaffale delle maschere per il viso!

Ok, sono carica come una mina, prendiamo le maschere! Sono come Sailor Moon, potere delle maschere vieni a me!
In collegamento diretto tramite WhatsApp con l'amica/collega che ha illuminato la mia via, mi faccio consigliare cosa prendere: idratante, peel off, esfoliante, antistress, anti-age, anti-staceppa, push-titirosupureiconfettidellacresima... Insomma, un mondo contorto di sieri, creme, fazzoletti da forme ovali imbevuti di liquidi misteriosi, salse, marmellate e pozioni da streghe!
Dopo mezz'ora di consigli e aver letto tutti i nomi delle maschere, sconfortata ho allungato la mano e tirato giù a caso nel carrello una caterva di bustine: cosa ho realmente preso ancora non l'ho capito!
Ma non è finita qui, perché ci vuole anche il tonico, la crema giorno, la crema notte, l'acqua micellare, le spugnette, la cazzuola, il badile e la betoniera, altrimenti non hai il pacchetto completo relax!
Un'altra mezz'ora a cercare di capire quali altri prodotti acquistare ma, come per le maschere, colta da sconforto ho buttato a caso barattoli e barattolini nel cestino della spesa!

Arrivo davanti alla cassiera e svuoto tutto il mio bottino sulla cassa, bottino fatto di puro relax e le tavolette per pulire il cesso, non sia mai che mi dimentico di dare un po' di relax anche al water! La cassiera emette un risolino divertita, probabilmente perché vede il mio volto sconfortato che dopo tutto sto popò di roba diventerà bello e solare come una margherita appena sbocciata in primavera (ovvero giusto quei 10 secondi prima che un cane ci pisci sopra)!
Ma io non demordo, sono carica, pronta, il potere di Sailor Moon alle prese con lo scettro magico delle maschere di bellezza è vivo in me! Pago, esco e torno a casa.

Mostro al marito il mio bottino "Hai visto? Eh Ale, eh Ale! (e non l'ho chiamato Luca, solo alcuni credo che capiranno la citazione! ) Da domani sarò figa come Angelina Jolie!"
Il marito, senza proferire verbo, mi ha guardato con aria interrogativa ed è battuto in ritirata, mettendosi a preparare la cena... Non mi ha ancora rivolto parola, non so se per la preoccupazione di avere una moglie che sarà finalmente una bella gnocca o per il terrore di vedermi domani come Miss Doubtfire quando si è fatta una maschera con la meringa!
In ogni caso domani pomeriggio il relax farà parte di me e io risorgerò dalle mie ceneri!

... L'unica cosa che non mi è chiara è se sia meglio usare la frusta a filo o quella a foglia per mescolare tutte le maschere nella planetaria. No, perché 15 minuti a maschera in ordine casuale mi sembra ben poco rilassante, quindi io mescolo tutto, trasferisco la massa mascherifica in sac a poche e mi faccio le meringhe sul viso! Minima spesa, massima resa!
Cara Sig.na Jolie, corri a nasconderti che la mia bellezza a breve ti travolgerà!

venerdì 19 gennaio 2018

DAY 101

Peso: 111,1 kg

E ritorna l'incubo... Nonostante continuo a seguire la dieta, i chili anziché continuare a perderli sto ricominciando a prenderli. Ok, ci sono state le festività natalizie e non posso dire di essermi regolata in quei giorni (fra l'altro la cuoca ero io e ho fatto pranzi per 6 persone che mangiavano quanto una squadra di football americano)... Però ricominciare ad ingrassare no, non mi sta bene, proprio per niente!
Ho pure una pseudo influenza da una settimana e di certo non sto mangiando un granché in questi giorni, il mio stomaco non regge tantissimo il cibo, eppure ho preso un altro chilo in una settimana...

Come mi sento? Un misto tra la tristezza e delusione cosmica con punte di rabbia sovrumana.

Per ogni passo avanti ne faccio almeno 3 indietro. Un tunnel senza uscita.

Oggi, fra l'altro, devo anche fare l'holter e, a parere mio, domani vedranno la mia pressione fare lo slalom meglio delle campionesse italiane di discesa libera!

Finirà questo calvario prima o poi, anche se continuo a non crederci più un granché...

domenica 31 dicembre 2017

Di solito evito di scrivere sermoni l'ultimo giorno dell'anno, mi sanno tanto di ipocrisia, ma quest'anno due parole sento il bisogno di spenderle anche io...
Non è stato un anno facile e il 2018 so che altrettanto non lo sarà. Ci sono persone che sono entrate nella mia vita diventando buone amiche, alcune di queste sono anche colleghe di lavoro che rendono meno faticoso un mestiere che ultimamente è diventato massacrante. Altre persone hanno deciso di dimenticarsi della mia esistenza, il che credo sia meglio così; come dice un antico detto "certe persone è meglio perderle che trovarle"! 
Alle prime dico grazie per esserci state quest'anno e sono contenta che ci sarete anche il prossimo...
Alle seconde dico che non devono stupirsi se mi sentono "distante" e devono ringraziare di sentirmi solo in questo modo, perché ora come ora non ho la forza di spendere ulteriori vaffanculo per loro... Anzi, meglio, non si meritano nemmeno quelli! 
Poi ci sono gli amici di sempre, quelli che anche se senti poco e vedi ancora meno, sai che in un modo o nell'altro ci sono. Quelle persone che sanno sempre trovare la parola giusta nel momento giusto, quelle che ti prendono a calci in culo quando esci dalla retta via, quelle che nonostante tutti i casini, la lontananza che ci separa, il lavoro che non ci aiuta, comunque sia ci sono, sempre... Anche a loro dico grazie per far parte della mia vita e mi auguro che in futuro ci sarà più tempo per noi, tempo che ora come ora è davvero poco e sfuggevole...
Ed infine c'è lui, Alessandro, mio marito, l'uomo che amo più di me stessa, l'uomo che mi sorregge e sostiene, che mi resta accanto nonostante continuo a dirgli che con me ha fatto un pessimo affare, colui che mi da la forza di andare avanti, di combattere, di sperare in un futuro migliore per me, per lui, per noi...
Ogni giorno penso a quanto sono stata fortunata ad aver trovato un ragazzo così speciale, unico, favoloso. Senza di lui probabilmente oggi sarei morta, forse non fisicamente, ma dentro lo sarei di sicuro. Lui mi ha salvato in un modo che è persino difficile spiegare, ha trovato i brandelli della mia anima e a poco a poco li ha ricuciti facendomi rinascere... Ogni tanto qualche punto si strappa, ma lui è sempre pronto a ricucire tutto, risollevandomi da terra ogni volta che cado. Lui è il mio angelo custode, la spalla su cui piango, la mano che stringe forte la mia, l'abbraccio dove mi rifugio, il luogo dove mi sento a casa, l'ultima visione che vedo quando mi addormento e la prima quando mi risveglio. Lui è tutto il mio mondo, la stella del mio universo, l'ossigeno nella mia aria, la luna nella mia notte. Lui è il mio tutto ed io lo amo di un amore forte, vero, sincero, di un amore che non si spiega ma si può solo provare. Lui è tutta la mia vita ed è per lui che io continuo a lottare, che cerco di non abbattermi, di non lasciarmi andare.
Nonostante tutti i miei problemi, la salute che mi sta abbandonando, le mie crisi di panico, il mio pessimo carattere, mio marito è sempre accanto a me.
Amore, il 2017 è stato un anno davvero difficile e non ho molte speranze nel 2018, ma fino a quando tu sarai con me sarò una persona forte e niente e nessuno potrà affondarmi perché tu sei la mia ancora, il porto sicuro della mia esistenza.

Alessandro ti amo. Sempre e per sempre.

sabato 23 dicembre 2017

DAY 74

Peso: 108,7 kg

Il 20 Luglio pesavo 118,9 kg... Oggi,  dopo 5 mesi esatti, peso 108,7 kg, quindi ho perso 10 kg...
Nelle mie condizioni sembrano pochissimi, mi guardo allo specchio e non vedo grosse differenze, mi accorgo solo dei pantaloni che stringono meno e dei jeans che dopo anni sono riuscita a rimettere... Però chi è accanto a me dice che si nota molto la mia perdita di peso, c'è chi dice che sto anche dimagrendo troppo velocemente...
Io continuo a non vedermi diversa da prima, ma la bilancia dice altro per fortuna... 
10 kg... Sono la prima tacca sulla tabella di marcia, 1/6 del lavoro è stato fatto.
Non è stato facile, non lo è e non lo sarà... Sto facendo davvero una fatica immane, i miei problemi di salute si moltiplicano anziché dimezzarsi e ora come ora la luce in fondo al tunnel la vedo sempre più piccola e lontana.
Però quella luce c'è, deve esserci anche se stento a vederla, altrimenti per quale ragione continuerei a lottare? Potrei più semplicemente fregarmene, lasciarmi andare, ma non posso farlo. Continuo a combattere aggrappandomi con le unghie e con i denti alla flebile speranza di un futuro in cui sto finalmente bene e, forse, potremo essere in 3...
Chissà, io lo spero tanto, anche se è un futuro ancora molto, troppo lontano...
Intanto 10 kg se ne sono andati...
Devo vincerla io questa battaglia! 

giovedì 7 dicembre 2017

DAY 58

Peso: 110,3 kg
Pressione: 100-60

Sono 2 giorno che non smetto di piangere, quindi è arrivato il momento di scrivere di nuovo, per riordinare un po' le idee e cercare un senso a tutto quello che sta succedendo...

Da quando ho iniziato, a Luglio prima e Ottobre poi, questo nuovo percorso di cura alimentare per capire anche di quale patologia soffro, ci sono stati alti e bassi, momenti di sconforto e altri di energica voglia di lottare...

Eppure in tutto questo c'è qualcosa che non torna, qualcosa che sta andando male, qualcosa che mi sta facendo del male ancor più di prima e ora sono seriamente preoccupata...

Non avevo mai sofferto di svenimenti, non avevo idea di come ci si sentisse, nonostante la pressione un pochino bassa sono sempre stata ben piantata sulle mie gambe... Poco più di un mese fa sono svenuta due volte, non ricordo cos'è successo, ricordo solo che mi girava un casino la testa, come fossi ubriaca, mi sentivo debole e poi ciao ciao mondo! Mi ricordo di essermi risvegliata con mio marito che mi aiutava preoccupato e che mi cacciava in gola cucchiaiate di zucchero... Ricordo anche qualche ceffone, ma questa non è molto piacevole come reminiscenza!

Ovviamente alla visita di controllo di Novembre ho chiesto se fossero normali questi svenimenti, ma siccome il medico aveva un palo infilato su per il culo, ha liquidato la faccenda con un "è un sintomo troppo aspecifico, svengono tutti al mondo, cosa vuole che sia!"

Ieri mattina mi sono alzata come sempre per andare al lavoro e mi girava un po' la testa, perciò mio marito (sant'uomo) ha insistito per accompagnarmi lui così da non farmi usare né auto né mezzi pubblici... Arrivo in spogliatoio, inizio a mettere la divisa, la testa continua a girare, mi sento improvvisamente debole e poi... puff! Il nulla cosmico! Ricordo solo che ero sdraiata a terra, circondata da colleghi di lavoro, ma non riuscivo a vederne le facce, riuscivo a sentire le voci, percepivo la loro presenza ma non li vedevo. Non riuscivo ad alzarmi da terra, era come se qualcosa mi schiacciasse al suolo, continuavo a tremare ma non sentivo freddo, eppure non riuscivo a smettere, anche se mi concentravo continuavo ad essere scossa da tremiti e la testa continuava a girare come sulle montagne russe. Mi hanno portato in pronto soccorso, sono rimasta per 8 ore in cui mi hanno fatto un sacco di esami: prelievi del sangue, elettrocardiogramma, elettroencefalogramma, tac, visita neurologica, visita orl. Mi hanno dimesso con 5 giorni di malattia e visita urgente da fare oggi al centro neurologico.
Questi capogiri, con svenimento e tremori non sono normali. Pensano sia tutto correlato a questa ormai mitologica patologia, forse autoimmune, che mi affligge, forse è uno squilibrio del sistema ormonale e ortostatico, forse qualcosa che non ha colpito solo il surrene...

Forse, forse, forse... Il foglio di dimissioni è un unico punto interrogativo pieno di forse...

Ho paura, ora sono seriamente preoccupata... Il mio corpo mi sta abbandonando, ogni giorno saltano fuori nuovi sintomi... Ma poi, sintomi di cosa? Cosa c'è che non va in me?

Rottamatemi, ci sono anche gli incentivi a fine anno! Rottamatemi e buttatemi nel bidone dell'umido che così fate anche un piacere all'umanità!

sabato 25 novembre 2017

Sapete quante volte chiedo scusa a mio marito? Almeno un paio di volte al giorno. E sono migliorata. All'inizio chiedevo scusa continuamente, era un intercalare in ogni frase che pronunciavo. Sapete perché chiedo scusa a mio marito? Per qualsivoglia motivo, persino per l'aria che respiro. So che sbaglio, so che non devo, lui stesso mi ripete come un mantra di stare tranquilla, che non c'è bisogno di scusarsi per nulla.
Ma io lo faccio lo stesso.
Io chiedo scusa. Di continuo.
Solo perché "esisto".
È il mio inconscio che mi fa reagire così, per ogni piccolezza, anche la più insignificante.
Io sono "sopravvissuta" e porto addosso ancora i segni. No, non sono visibili, non sono sulla pelle, quei segni sono guariti molto tempo fa. Sono cicatrici profonde, radicate dentro la mia anima, tagli netti ricuciti alla ben e meglio che se ne stanno li, a volte cicatrizzati, altre sanguinanti.
Quelle sensazioni le ho ancora vive addosso... Certe sensazioni non si dimenticano, soprattutto quando ti cambiano completamente, quando ti fanno vivere nel mondo come una reietta, quando ti fanno vergognare di te stessa, quando sostituiscono alla gioia e all'ingenuità il terrore e la tristezza.
Vedo le notizie sui giornali, alla televisione, sulle locandine fuori dalle edicole: un'altra donna uccisa da chi diceva di amarla.
E piango.
Le mie cicatrici iniziano a sanguinare.
Nella mia testa rimbomba la frase "potevo essere io al suo posto, ma io sono sopravvissuta".
Troppe volte ho sentito la domanda idiota "Ma perché ti sei messa con uno così? Lo sapevi com'era!"
Ma noi sopravvissute non sapevamo che la persona che diceva di amarci era un mostro, non siamo stupide, non siamo lobotomizzate. Se avessimo saputo prima cosa sarebbe successo saremmo scappate a gambe levate, non trovate?
È questo il gioco subdolo e perverso in cui cadiamo: fidarci di qualcuno che ci tratta come regine, dandoci tutto ciò che noi desideriamo, amandoci incondizionatamente, facendoci sentire protette e apprezzate.
È un gioco. Un gioco al massacro. Un gioco in cui è davvero facile entrare ma estremamente difficile e doloroso uscire.
Perché quando il mostro ti chiede di non uscire più con i tuoi amici in quanto è geloso, tu non lo vedi ancora come un mostro, ma come un uomo che ti ama molto.
Perché quando ti chiede di non vestirti più con gonne e camicette altrimenti gli altri ti guardano, tu non lo vedi ancora come un mostro, ma come un uomo che vuole proteggerti.
Perché quando ti chiede di chiamarlo ogni 10 minuti per fargli sapere dove sei e cosa stai facendo, tu non lo vedi ancora come un mostro, ma come un uomo che è preoccupato per te.
E al primo schiaffo che ricevi perché hai sorriso al commesso del negozio, al braccio ritorto perché non hai risposto al telefono, agli insulti spregevoli, alle mani al collo che ti stringono e non ti fanno respirare perché non hai fatto quello che lui voleva, qualsiasi cosa fosse... Tu... Bhe tu continui a non vederlo come un mostro...
L'unico mostro che vedi sei te stessa.
Ti convinci che sei tu il problema e non lui, che se solo fossi come lui desidera, tutte le botte, i controlli serrati, gli epiteti schifosi che ti sputa in faccia, terminerebbero. Subito.
E ti aggrappi a questa speranza, cercando con ogni mezzo di essere la donna che lui vuole.
Ma non puoi. Non potrai mai.
Il gioco al massacro è iniziato e neppure ti sei accorta come ci sei finita dentro, ma soprattutto non sai come finirlo senza che nessuno si faccia male.
È una morte lenta e dolorosa, un'agonia che si protrare fino a quando uno dei due non cede... E non cede mai il mostro.
Io sono sopravvissuta.
Io adesso sono una donna amata, amata davvero, rispettata e protetta da un uomo che è un vero principe azzurro.
Ma quando cammino per strada mi guardo sempre furtivamente attorno.
Ci sono luoghi in cui non ho mai più messo piede e non penso mai lo farò.
Quando faccio un danno domestico, ho attacchi di panico.
Per qualsiasi cosa succeda io chiedo scusa, a prescindere, è istintivo.
Io sono sopravvissuta.
Sono una donna forte, che ha trovato il coraggio di terminare il gioco al massacro.
Io non sono un numero sul contatore dei femminicidi e ringrazio qualsiasi divinità esista per questo.
Mi correggo. Io non sono sopravvissuta.
Io vivo!

#noallaviolenzasulledonne
#25novembre
#femminicidio

lunedì 13 novembre 2017

Cara la mia Carla Gozzi, io e te dobbiamo fare un discorsino. Perché quando mi alzo al mattino passano all'incirca 10 minuti dal momento in cui scendo dal letto a quello in cui esco di casa e, nel mezzo, preparo il pranzo, faccio colazione, seduta plenaria sul wc, mi vesto e via che si va... E non è detto che l'ordine sia sempre lo stesso! Perciò cara la mia Carla, mi spieghi come caspiterina posso vestirmi con un outfit lavorativo di quelli che proponi tu? Ma soprattutto, perché? Io le voglio vedere quelle che vanno al lavoro tutte tirate da red carpet, tacco 12, trucco perfetto, borsa a bauletto, calze di nylon senza smagliature, camicetta floreale e gonna in chiffon rosa schiapparelli (si, conosco il rosa schiapparelli). Ma come fate ad uscire di casa ed arrivare al lavoro senza esservi trasformate in spaventapasseri durante il tragitto? Vi prego, spiegatemi il vostro segreto! Già solo per vestirmi in questo modo devo, come minimo, svegliarmi 2 ore prima: 40 minuti per trasformare l'esplosione pilifera che ho in testa in un'acconciatura che Diego dalla palma levate, 20 minuti per fare l'eyeliner e 5 per terminare il resto del make up, 5 minuti per rilassarmi sul water altrimenti con la vescica gonfia la concentrazione per infilare le calze va a quel paese, 20 minuti per infilarle le calze, dopo averne almeno smagliate e cestinate 3 paia, altri 20 minuti per finire di vestirmi e i restanti 10 per rendermi conto che, appena arrivata al lavoro, dovrò cambiarmi di nuovo completamente per mettere la divisa!
È troppo stressante! Arrivo al punto che non mi viene la gastrite per lo stress lavorativo, ma per lo stress "vestitivo"! Che poi, uscita di casa bella come la Hepburn in colazione da Tiffany, passa l'autobus e già la prima ciocca di capelli cede, sali, ti siedi (se va bene) ed eccalla la piega nella gonna, scendi, fai quei pochi metri a piedi ed una folata di vento ti fa stropicciare gli occhi e ciao ciao eyeliner. Due ore per trasformarti in Grace Kelly e 20 minuti di tragitto da casa al lavoro per diventare Maga Magò!
Carla, mia bellissima Carla, io ti ammiro un sacco. Sei una gran donna, bella, solare, con un portamento ed una disinvoltura che anche la sportina della spesa dell'Ipercoop su di te risulterebbe un outfit magnifico, ma noi donne italiane non siamo tutte come te purtroppo!
Già appena suona la sveglia mi girano gli zebedei, non posso pretendere che i miei neuroni si mettano in moto per tirare fuori dall'armadio quel popò di roba per avere l'eleganza necessaria per andare al lavoro! È cattiveria, i miei neuroni non solo non ce la fanno, scioperano proprio se solo tento di affidargli questo compito! Tennis, tuta da ginnastica e zaino in spalla, due minuti per vestirmi come viene viene e di corsa al lavoro! Fosse per me uscirei pure in pigiama, tanto appena arrivata al lavoro, taaaac, via il pigiama di casa e ci si infila quel sacco di patate in cotone bianco antisesso che definiscono divisa ospedaliera!
Cara amica mia, dolce Carla, abbi pietà di noi! Io ci provo ad essere carina, ma sono realista: col cavolo che incontro Brad Pitt andando al lavoro! Al massimo posso incontrare Luca Giurato e mi andrebbe pure grassa, col mio lavoro il massimo della giornata è incontrare un anatomo patologo più incazzato del solito che, di certo, l'outfit è l'ultima cosa al mondo a cui fa caso! Quindi non ti arrabbiare troppo con noi quando sbuchi all'improvviso e ci urli "Ma come ti vestiiii?" Non siamo noi a non voler essere belle e leggiadre come Lady Diana, è che nell'animo noi siamo più simili alla Strega dell'est del Mago di Oz: al massimo possiamo indossare delle scarpe rosse ma al primo tornado badabum, ci trasformeremo di nuovo in scaricatori di porto!

Con affetto, la tua "bellissima" scaricatrice di porto!