Questo è il periodo dell'anno che preferisco, ovvero quello in cui ricomincio ad usare la bici per andare al lavoro. Sono solo 10 minuti di sbiciclata, ma in questi 10 minuti il mondo è magico.
Una buona fetta della città è ancora addormentata, qualche tapparella viene aperta, il sole è appena sorto, qualche padrone porta il suo cane a passeggio... C'è un piccolo tratto di pista ciclabile che corre in mezzo a un parco e questo è il momento migliore in assoluto, quello in cui vedo gli alberi e sento i profumi nell'aria che cambiano col cambiare delle stagioni, quello in cui mi sento di nuovo a casa, nella mia terra, quella che ho lasciato per amore...
La mia città, la mia campagna, dove aprivo la finestra e vedevo l'orizzonte con la sua foschia che rendeva tutto traslucente, quella terra che sapeva di bagnato e di coltivazioni in primavera, di arido e grano maturo d'estate, di foglie secche e zucchero in autunno e di ghiaccio e corteccia in inverno...
Quella terra dove le case non erano mai più alte di qualche piano e dove le auto prestavano attenzione alle bici poiché il mezzo di trasporto della mia città erano principalmente le biciclette...
Quella campagna sconfinata che ti perdevi a guardare ma non ne vedevi mai la fine, con le file indiane di alberi a segnalare un argine o un canale di bonifica, tutti dritti come soldatini in un'eterna marcia con la natura...
Quei campi dove correvi a perdifiato d'estate, raccogliendo pannocchie da arrostire sulla brace o inseguendo qualche leprotto che si nascondeva fra le foglie di barbabietola...
Quei frutteti dove ti spaccavi la schiena a raccoglierne i frutti, ma dove potevi assaporare quelle pesche mature ancora calde di sole e indescrivibilmente dolci...
Quella campagna dove se costruivi un aquilone, potevi farlo volare senza rischiare di vederlo rapito da un traliccio di fili elettrici, dove l'unico limite era il cielo e la terra su cui potevi sdraiarti a guardare le nuvole che giocavano in cielo...
Sono solo 10 minuti, ma in questo brevissimo lasso di tempo, respiro a pieni polmoni l'aria che mi solletica il viso e mi sento di nuovo a casa, nella mia città, nella mia Ferrara, che tanto mi manca e che mi mancherà per sempre...
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